La famiglia Iseppi-Cerato

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Costruito su una preesistenza tipicamente romana come il castrum, edificato nel 1336 da Guglielmo Bevilacqua e ampliato dal figlio Francesco, il Castello Bevilacqua è concepito come fortezza destinata a resistere agli impetuosi urti del tempo: la guerra con Venezia nel XV secolo, la conseguente occupazione dei Serenissimi e gli scontri fra Veneziani e Imperiali agli inizi del XVI secolo.

Il Cinquecento segna un rinascimento anche per il Castello, che viene riammodernato e trasformato in villa con ampi e ricchi saloni dal celebre architetto Michele Sammicheli. Nel 1576 Gaetano Ippolito Bevilacqua prosegue l'opera di restauro, ricavando i grandi saloni del primo piano coperti da volte ribassate.

Neanche un secolo dopo, in seguito agli eventi napoleonici, nel 1848 l'edificio viene incendiato dall'esercito austriaco, quindi restaurato dieci anni dopo dalla contessa Felicita Bevilacqua e dal marito, il Generale Giuseppe La Masa. Dotato di un coronamento a merli, il complesso acquista un'immagine neogotica in assonanza col gusto romantico del tempo.

Ma l'Europa non trova pace e con lei il castello: durante la seconda guerra mondiale è posto di comando dell'esercito tedesco; successivamente ospita un collegio di Salesiani fino al 1966 anno in cui è nuovamente colpito dalle fiamme.

Nell'ultimo decennio, grazie all'impegno della famiglia Iseppi - Cerato, il Castello viene finalmente restaurato e restituito allo splendore dei suoi anni migliori, confermandosi meta privilegiata per incontri con la storia.